Museo Archeologico di Santa Scolastica: alle origini di Bari

Bari Museo di Santa Scolastica

 

di Francesco Mirando

docente e videomaker

Sarebbe molto più comodo e gestibile riuscire a ragionare in maniera schematica, avremmo tutto a portata di mano e molto probabilmente si ridurrebbe lo stress, ma per fortuna siamo molto più complessi di un robot e la nostra mente interpreta la realtà creando una fitta rete di collegamenti che arricchiscono i nostri pensieri e le nostre esperienze, in modo da renderci unici e irripetibili.

La cultura, dunque, non deve essere proposta in modo settoriale e non può esser letta per compartimenti stagni, anzi, bisogna accettare la contaminazione tra le arti per scatenare sensazioni nuove e originali.

“L’archeologia non appartiene solo al passato e deve farsi contemporanea, ricavandosi uno spazio privilegiato nel presente”

Il 30 giugno scorso, il sindaco di Bari Antonio Decaro, la consigliera delegata alla Cultura, Ico, Biblioteca e Musei, Francesca Pietroforte e il Segretario regionale del MiC per la Puglia, Maria Piccarreta, hanno presentato alla stampa i nuovi ambienti riqualificati e restaurati del Museo Archeologico, all’interno del Monastero di Santa Scolastica.

Il museo ospita anche una mostra temporanea di arte contemporanea dal titolo “Forme del desiderio. Il racconto delle collezioni” promosso da un video realizzato dal filmmaker Francesco Castellani, che vede protagonista la giovane ballerina barese Giovanna Pagone.

Il video, proiettato ogni sera sulla facciata esterna del museo ha incuriosito e attirato l’attenzione di molti.

“Il cortometraggio proposto lancia un messaggio chiaro: gli spazi del museo non sono morti, le bacheche di vetro non sono polverose, ma ognuna delle stanze di questo luogo dal fascino antico ha ancora molto da offrire a tutti noi”

La giovane danzatrice volteggia in modo armonioso e dinamico recitando il ruolo di guida eterea e ammaliatrice, che ci coinvolge in un movimento che è storia, musica, spettacolo, cultura e danza…

Si va ben oltre il marketing e la pura promozione commerciale: questa sinuosa successione di fotogrammi lancia un messaggio chiaro al nostro istinto primordiale di bambini curiosi e ci ricorda l’importanza del fare esperienza quotidiana della bellezza.

Qualche detrattore potrebbe parlare di banalizzazione degli spazi tradizionali della cultura, qualcun altro potrebbe definire queste iniziative come una fonte di distrazione che devia l’attenzione da ciò che è più importante.

Un museo che vanta una collezione di circa 35.000 reperti e una storia che comincia nel lontano 1875 forse non ha bisogno di presentazioni e forse non ha la necessità di accrescere il proprio prestigio, ma sicuramente ha bisogno di coinvolgere la comunità, di rendere partecipi i più giovani e di inventare nuove occasioni di incontro affinché ognuno di noi possa identificarsi in quelle stanze, creare dei ricordi e collezionare esperienze sempre nuove.

Castellani e Pagone rompono le barriere della tradizione, assottigliano le spesse pareti del museo e lo rendono più attuale, più fruibile, più umano.

“Siamo in estate ed è fin troppo facile farsi prendere dal ritmo,basta lasciarsi andare…”

La mostra “Forme del desiderio”, curata da Roberta Giuliani, sarà visitabile fino al 1° agosto con i seguenti orari di apertura: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 19.00 alle 24:00 e prevede una serie di eventi collegati: dj set, proiezioni e incontri.

Tra le opere esposte ci sono quelle degli autori americani Sol Lewitt, Robert Mapplethorpe, Robin Heidi Kennedy, Dennis Oppenheim, Andy Warhol, Sol Lewitt, James Brown, Joseph Kosuth, Jenny Holzer, On Kawara, Vincent Shine, Joseph Kosuth e Pat Steir.

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