di Damaride Aquilano

docente

Oggi li chiamiamo hobby… Parliamo dei “passatempo”, di quelle attività  di vario genere, creative e non, alle quali ci dedichiamo nei momenti di pausa in cui non siamo travolti dagli impegni lavorativi: dall’ascolto della musica, alla lettura, alla scrittura o fotografia, alla cucina  o più spesso all’attività  sportiva in tutte le sue varianti.

“Ben diversi  invece  i “passatempo” che fino  a qualche   decennio fa  riempivano le giornate di quelle che sono oggi le nostre nonne, giovani e meno giovani : ricamare la tovaglia di Fiandra del corredo, creare un centrotavola all’uncinetto, fare un maglione ai ferri su misura di pura lana, queste le attività di un tempo che sembra ormai lontano…”

Anche la donna che era riuscita ad andare fuori dagli schemi, che la volevano solo moglie e madre ma aveva conquistato un’occupazione lavorativa al di fuori delle mura domestiche, aveva, comunque, imparato l’arte del cucito o del ricamo  e trovava il tempo di dedicarvisi.

Un tempo che scorreva più lentamente  per tutti e per ogni cosa…

“Queste preziose abilità creative, patrimonio di conoscenze ed esperienze delle generazioni che ci hanno preceduto, sembrano se non perse, sicuramente a rischio di estinzione…eppure sono immediatamente apprezzate nel momento in cui vengono “riscoperte””

Anche la nipote più alla moda, tecnologica o immersa nel mondo dei “social”, resta incantata da quella capacità creativa che scopre spesso per caso, ritrovando i lavori della nonna o, per chi è più fortunato, assistendo dal vivo alla loro realizzazione!

La ricchezza nascosta nelle mani esperte e pazienti di chi ci ha preceduto, mani che, soprattutto agli occhi dei più giovani, non sembrano più inutili o “fuori dal mondo”,  sorprende e affascina, riportandoci in una dimensione di “cura” e di “impegno” concreto…

Un’occasione, per i più giovani,  per scoprire e apprezzare valori come quelli della pazienza, della calma, della capacità di saper aspettare per vedere un lavoro finito, valori dimenticati dalla nostra epoca, frenetica e impaziente, che vuole tutto subito, veloce, “pronto in 5 minuti”.

Non mancano, ovviamente, attività simili al maschile: fare un cruciverba, dedicarsi a piccole riparazioni, a lavori di bricolage, al giardinaggio o, semplicemente, giocare a carte…

Si tratta, tuttavia, di uno  scambio di valori reciproco perché, nel momento in cui la nonna o il nonno si relazionano col nipote mostrando e trasmettendo abilità e “saperi”, anche l’adulto ne esce arricchito:  le neuroscienze hanno  dimostrato  come il cervello si sviluppi e continui ad esprimere le sue potenzialità se adeguatamente coinvolto e stimolato.

“Ed ecco che allora la creatività espressa nelle sue diverse forme permette di mantenere plastico il cervello, di comunicare pensieri e sentimenti, di vivere più serenamente e realizzare se stessi”

Per quelle che possiamo considerare vere e proprie arti, come il ricamare, il cucire, fare l’uncinetto o lavorare ai ferri, è, purtroppo, abbastanza concreto il rischio estinzione come trasmissione del “saper fare” tra generazioni.

Ma le iniziative per salvare le preziose conoscenze del passato non mancano …fino ad arrivare a  trasformare la ricchezza virtuale racchiusa nelle mani di chi ha superato una certa età, in ricchezza vera, fonte di lavoro .

E’ il caso di un’azienda milanese di filati artigianali  nata da un’idea di quattro amici, seduti intorno a un tavolo, riuniti per parlare di quei valori e di quel know-how che rischiamo di perdere, a causa del nostro “frenetico rottamare”.

Uno di loro ha tirato fuori, come esempio,  il classico maglione di lana lavorato a maglia dalla nonna e da lì è partita l’idea. Giovani completamente estranei al mondo dell’abbigliamento e della maglieria, si sono dedicati allo studio delle tecniche e del mercato e hanno sviluppato  un’idea mirata, individuando il giusto fornitore di filato tra i migliori produttori italiani e creando la “squadra delle nonne” che avrebbe fatto tutti i capi rigorosamente a mano, utilizzando ferri da maglia o uncinetti.

E’ nato, così, nel 2013, promossa dalla Fondazione Cologni Mestieri d’Arte, BeeWise, un’idea per valorizzare il talento delle migliori nonne magliaie di Milano, un modo per restituire valore alla memoria di un “saper fare” antico e di proporre l’artigianato made in Italy.

“E che dire del patrimonio di conoscenze legato al cibo e alla cucina?”

Tradizioni che a differenza di quelle prima citate non sembrano rischiare l’estinzione.

Al contrario, le tradizioni culinarie dei nostri nonni oggi sono, più che mai, riscoperte e ricercate. Il mondo del “fatto in casa” è l’ultima moda. Imperversano su You Tube video di signore di una certa età impegnate a preparare cibi e pietanze d’altri tempi, dolci e salate, assolutamente tornati alla ribalta.

“Fortunato, allora, non solo chi può ancora apprezzare le tagliatelle o le orecchiette pugliesi fatte in casa dalla nonna, dalla zia e,  perché no, dalla mamma, ma chi  ha compreso che queste arti vanno non solo apprezzate ma, soprattutto, tramandate e ha imparato, da buon nipote, addirittura a  farle… le orecchiette!”

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