di Enzo Varricchio e Gaia Giancaspro

 

La Puglia, con la sua antica rete viaria, traianea, micaelica o francigena che dir si voglia, è terra di pellegrinaggi e di profonda spiritualità. Da sempre uomini e mezzi provenienti e viaggianti per ogni dove l’hanno attraversata, lasciandovi  le tracce del loro passaggio.

Guida completa della Via Francigena nel Sud

Puglia: i luoghi dell’assoluto.

Scripta Moment  propone ai lettori un itinerario guidato per i luoghi dello spirito pugliesi  a cura di Enzo Varricchio e Gaia Giancaspro.

In una serie di puntate, ciascuna dedicata alla visita di uno o più  ‘Luoghi del Sacro’, con dettagliata analisi degli aspetti più interessanti della visita.

Le schede di viaggio, se stampate e collezionate, potranno essere utili ai lettori per un’escursione durante il fine settimana, ma soprattutto sapranno indicare ai già numerosi visitatori di questa regione i tanti luoghi della spiritualità in Puglia. In questo percorso ideale, gli autori non si limiteranno alla sacralità d´ispirazione e culto cattolica, ma presenteranno anche siti ortodossi, ebraici, mussulmani e pagani, a testimonianza della variegata complessità dei fenomeni della fede in questa parte di Italia. Il percorso si snoderà da nord a sud, dal Monte Gargano a Santa Maria di Leuca.

La prima tappa del viaggio è dedicata appunto al santuario di San Michele a Monte Sant´Angelo e all´importanza della Via Micaelica di pellegrinaggio: la prima forma di viaggio di pace in Europa. (ph. La “Via Michelitica”; il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo).

Invitiamo i lettori a segnalare altre località e altri santuari, allegandone una breve descrizione ed eventuali fotografie. Con piacere pubblicheremo le migliori segnalazioni al termine della raccolta in forma di guida.

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Monte Sant’Angelo (FG)

https://www.santuariosanmichele.it/

 

L’apparizione dell’arcangelo.

Correva l’anno del Signore 490, quando l’arcangelo Michele, comandante delle milizie celesti e giudice delle anime, apparve al vescovo di Siponto Lorenzo Maiorano e gli ordinò di consacrargli un luogo di culto sul Monte Gargano. “Su questa grotta eleverai il mio tempio!”, fu il comando di Mi- ka-El (“Colui che è come Dio”). Si trattava di una grotta, geologicamente simile a tante altre presenti su tutto il territorio pugliese a causa del fenomeno carsico, ma quella grotta, si narra, accogliesse già il culto di una divinità pagana e, per di più, svettava a quasi 800 metri di altitudine in un territorio prevalentemente pianeggiante. Il Vescovo esitò, dunque, a lungo prima di concederne la consacrazione e solo dopo aver ottenuto l´autorizzazione dell´allora papa Gelasio I, la grotta poté finalmente diventare un luogo sacro per la comunità del villaggio. L´arcangelo stesso, secondo la tradizione, compiaciutosi del gesto obbediente del suo discepolo, gli sarebbe riapparso per comunicargli di aver scelto e consacrato la grotta al suo proprio culto, facendone una cosiddetta Basilica Celeste, consacrata non, quindi, dalla mano dell´uomo, bensì da quella Dio per mezzo dell´arcangelo Michele, figura biblica presente e venerata in tutte le religioni monoteiste. Il percorso che porta dai piedi della montagna alla sua cima prevede oggi numerosi tornanti e regala una meravigliosa vista sul golfo di Manfredonia. Se il cielo è terso si intravedono, da lontano, i porti di Barletta e Trani.

Consacrazione della grotta.

Era una mattina soleggiata di fine Settembre (il 29). Un lungo corteo di fedeli seguiva il vescovo di Siponto Lorenzo Maiorano, che assieme agli altri sette vescovi di Puglia percorreva lo stesso cammino di curve e paesaggi popolati da animali semi selvatici e colture a terrazza. Una volta arrivati in cima, per la prima volta, il rito della messa cristiana poté finalmente essere celebrato nella ormai Basilica Celeste dell´Arcangelo Michele, da Lorenzo Maiorano e dagli altri sette vescovi di Puglia, accorsi a inaugurare quello che sarebbe diventato il Santuario più antico della civiltà occidentale con i sui XV secoli di storia di pellegrinaggio. Meno di un secolo più tardi alcuni territori dell´Italia meridionale, fra cui Monte Sant´Angelo, furono occupati dai Longobardi, popolo barbaro cristianizzato di origini germaniche, che vi restarono per 260 anni (568-774). I Longobardi si mostrarono immediatamente molto devoti a San Michele e, con l´elogio della Chiesa di Roma, costruirono il loro santuario nazionale a Monte Sant`Angelo, che presto divenne una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità, tappa dei crociati diretti in Terrasanta, lungo quella variante della Via Francigena, dapprima detta Via Sacra Langobardorum e poi Via Micaelica.

La Via Micaelica.

l percorso della Via Micaelica (o michelitica) s´innesta sull’asse viario della Via Appia Traiana, a Benevento. Si tratta di un suggestivo cammino, ancora oggi praticabile e ha come meta il Santuario Micaelico di Monte Sant’Angelo, luogo di pellegrinaggio di tutta l’Europa cristiana longobarda e germanica, avamposto del mondo latino contro i domini bizantini (si pensi al fatto che il Monte Gargano è l´unica altura a raggiungere i 1065 m.s.l.m prima dei successivi quasi 400km di costa totalmente pianeggiante che separavano il mondo latino da quello greco-bizantino) e tappa obbligata per chi aveva come meta Siponto, antico porto di imbarco per le coste del vicino oriente e per i Luoghi Sacri di Gerusalemme. L´apertura della Via Micaelica come inizio del peregrinare a livello europeo, può essere datato al 708, quando sul Monte Tumba, in Normandia, viene fondato il Santuario di Saint Michel au peril de la mèr sul modello a grotta di Monte Sant’Angelo. A partire dal X secolo viene costruita sul Monte Pirchiriano, in Val di Susa, la Sacra di San Michele, a metà strada tra Normandia e Gargano, come il terzo grande luogo di culto dedicato all´Arcangelo Michele in occidente. Ecco quindi delinearsi quel famoso asse su linea retta che metterebbe i tre luoghi sacri in ideale comunicazione, appunto celeste. La comunicazione non fu però soltanto ideale, visto che i pellegrini visitavano, scambiavano merci e informazioni, imparavano ed insegnavano i rudimenti di nuove lingue e nuove culture.

Il santuario.

Visitato da papi e da santi, tra i quali San Bernardo, San Tommaso d’Aquino e San Francesco d´Assisi, il santuario sul Monte Gargano, nel 2011 proclamato dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, assunse la configurazione attuale nel XIII secolo durante il regno di Carlo I d’Angiò al quale si deve lo ampliamento della grotta con la costruzione di una navata trasversale che, per una stupefacente soluzione architettonica, poggia sull’ampio arco irregolare di roccia che fa da ingresso alla millenaria spelonca, rendendola più spaziosa e ventilata. A Carlo I d’Angiò si deve inoltre la costruzione, risalente al 1274, del campanile ottagonale, all´ingresso del santuario, detto Torre Angioina e ispirato probabilmente alla geometria del vicino Castel del Monte, la cui costruzione si sarebbe conclusa nel 1250, poco prima della morte dell´Imperatore Federico II. L’ingresso del santuario è collegato all’atrio interno attraverso gli 86 gradini della Scalinata (anch´essa) Angioina, segnati dai simboli di fede incisi sulla pietra dalle mani dei fedeli. Da qui, attraverso la pregiata porta bronzea di origine bizantina (eseguita nel 1076 nella regale città di Costantinopoli) e sempre aperta ai fedeli e ai pellegrini provenienti ormai da tutto il mondo, si entra nella Basilica, costituita quasi per intero dall’antica grotta, adorna di opere d´arte e di fede (come la statua in marmo di San Michele fatta scolpire nel 1507), testimonianze dei tanti visitatori che da quindici secoli s´incamminano a cercare le orme del sacro in questo luogo.

Altri monumenti da visitare in zona.

Adiacente alla Basilica v’è un misterioso monumento religioso: San Giovanni in Tumba, detto impropriamente Tomba di Rotari, battistero del XII con annesso sepolcreto medievale, sul cui portale sono scolpiti preziosi rilievi di episodi della vita di Gesù Cristo. Imperdibile è, infine, la chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente al X secolo. Si tratta di uno dei modelli archetipici dello stile romanico in Puglia. Bellissimi i capitelli dei pilastri e interessanti gli affreschi parietali, tra i quali anche uno che raffigura San Francesco d’Assisi, tra i più antichi conosciuti nella regione puglia, forse celebrativo della visita del Santo nel 1216.

https://web.archive.org/web/20130819094236/http://www.montesantangelo.com/battistero-di-san-giovanni-in-tumba/

 

PH: Ed è subito sera (Torre a Mare), Enzo Varricchio, 2020

 

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