di Vincenzo Mazzilli

 

La bellezza per definizione o per facilità di pensiero viene quasi sempre associata a qualcosa di visivo.

A me capita da quando ero ragazzino di associarla qualcosa di sonoro.

Sul piatto gira un disco contemporaneo, Britney howard è cantante straordinaria, con un gran “groove” direbbero quelli più esperti di me che padroneggiano questi linguaggi tecnici, niente da dire, anche io nel mio lavoro ne uso alcuni, di cui, onestamente, ne ignoro il significato.

Ecco questo è un Bel disco, esclamo ma subito nella mente imprimo il momento che sto vivendo  e la conseguente colonna sonora che lo accompagnerà nei miei ricordi. E’ un operazione automatica, non è pensata, credetemi succede.

Sulla soglia del mio negozio di dischi preferito aleggia un  inno:

Senza MUSICA la vita sarebbe un errore.

Non so di chi fosse la citazione su quella scritta ma so di certo che la mia vita, senza musica sarebbe stata sicuramente un errore.

Se faccio una disamina di ricordi tutto è stato accompagnato dal mio gusto musicale di quel momento, in campo di amici, conoscenze, situazioni  etc, tanto che si può definire come uno “sliding doors”  personale.

Per esempio se a 15 anni non avessi scoperto i doors grazie ad un ragazzino più grande che gironzolava vicino casa mia, non avrei mai conosciuto Domenico uno dei miei migliori amici di adolescenza soprannominato “Jim”.

Ma ci sarebbero altri miliardi di aneddoti che potrei espletare , anche molto imbarazzati, per cui meglio glissare.

Comunque per un feticista musicale come me, per intenderci la mia passione va ben oltre l’ossessione che la maggior parte delle donne hanno per la  collezione di scarpe,  a qualunque azione inerente l’ambito musicale, banalmente scegliere un disco la mattina, fa scatenare un pensiero, poi un azione, per poi accedere ai campi più arzigogolati degli stati d’animo.,

Mi spiego meglio mettendovela come una “giornata tipo” di fantozziana memoria.”

Non appena mi sveglio (e riprendo i sensi) il mio pensiero va agli scaffali, enigma: –

“ Cosa metto?”

Ovviamente, come la maggior parte delle donne, non ho mai niente da mettere sul piatto (giradischi) quindi analizzo:

“Che tempo c’è? Che ho da fare?”

Questa domanda è già il primo bivio, quello che sceglierò sarà caratterizzante per tutto il seguire della giornata, sia nei ritmi che nell’approccio.

Capite bene che sono anche un figlio degli anni 90 musicalmente quindi per me l’approccio alla musica deve essere qualcosa di fisico, direi analogico più che digitale.

C’è un altro aspetto che mi ha fatto riflettere, il suono non è per forza musicale, esistono ovviamente altre manifestazioni per esempio il suono” delle città.

Io per esempio odio milano perché ha un suono “sferragliante”, ci si identificano i luoghi, le persone e anche qui gli stati d’animo.

Tornando alla questione visiva, quando sei con il naso su, nella Cappella Sistina e la prima cosa che hai da esclamare è “CHE BELLEZZA” credo che in ognuno di noi si smuova un tumulto.

Insomma non sono un psicologo, ma assoceremo la visione di quel capolavoro al nostro  stato d’animo del momento.

Lo porteremo come un trolley all’interno di quell’immagine.

Se analizziamo la reazione è la stessa che io (e molti come me) hanno per la musica o per un suono.

Credo che non ci sia niente di più bello di un ricordo.

Intanto sul piatto gira Il BOSS  – Bruce springsteen, con “Glory Day” è il mio personale augurio musicale.

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