di Riccardo Palamà

Alfonso Cuaron

 

Alfonso Cuaron e Yorge Vergara, 2001, 105 minuti

 

IL REGISTA

Insieme con Alejandro González Iñárritu e Guillermo del Toro, Alfonso Cuarón è il regista messicano più conosciuto a livello mondiale. A fronte di una quasi trentennale carriera nel mondo del cinema, risulta ad oggi uno dei cineasti più completi del panorama internazionale, grazie non solo alla solida attività di direzione, ma soprattutto alla conoscenza delle basi tecniche di fotografia e montaggio.

Spaziando nei diversi generi, Cuarón si è interfacciato con una miriade di personaggi differenti, analizzando a tutto tondo le sfaccettature del carattere umano ma soprattutto delle relazioni interpersonali.

Pur non mancando produzioni ad alto budget, il regista trova maggiore ispirazione per esprimere il suo talento nei lungometraggi che incorniciano la sua terra natale, a cui è tutt’ora molto legato.

Insignito con i maggiori premi del settore, si appresta a sbancare ai prossimi premi Oscar, entrando nella storia come uno dei professionisti più premiati in una singola cerimonia.

IL FILM

Julio e Tenoch sono amici per la pelle e trascorrono la loro estate nel caldo torrido di Città del Messico. Le rispettive fidanzate sono in vacanza in Europa così i due adolescenti passano il tempo in reciproca compagnia, nuotando in piscina, partecipando a festini, fumando erba ma soprattutto facendo lunghissime conversazioni, che il più delle volte sfociano nell’argomento sesso.

Durante un evento, incontrano Luisa, moglie del cugino di Tenoch, di origine madrilena. I due amici, in uno pessimo tentativo di flirt, propongono alla donna un’escursione alla baia di Boca del Cielo, che, in un primo momento, viene rifiutata. Tuttavia, a seguito di una ennesima discussione col marito e con una smisurata voglia di evadere, Luisa contatta i ragazzi per accettare il loro invito.
Il singolare terzetto, inizia così un viaggio in auto verso la costa, alla scoperta non solo di meravigliosi paesaggi ma soprattutto di se stessi, in cui i tre protagonisti si confronteranno con le loro pulsioni sessuali, con le loro fragilità e con le grosse incognite che il futuro riserva loro.

CHE COSA CI È PIACIUTO

Il punto di forza risulta la perfetta caratterizzazione dei singoli personaggi, complice una recitazione credibile da parte dei giovani interpreti.  In poco più di un’ora e mezza vengono presentati nella loro naturalezza più autentica, esaltando soprattutto i momenti quotidiani, ad esempio le ripetizione di alcune espressioni, e le gestualità, come il modo di tenere in mano uno spinello.

Luisa, in particolare, trasmette una sensazione di libertà durante il viaggio, complice sicuramente la cosciente routine a cui era abituata. La donna esprime in diversi momenti una consapevolezza, dal sapore amaro, di una vita pianificata, senza però piangersi addosso, e cercando invece di non lasciarsi sfuggire nessuna occasione che le permetterà di completare i tasselli del suo bagaglio emozionale. Significativo l’incontro con un’anziana signora, conosciuta durante una sosta.

I dialoghi, seppur molto semplici, risultano intensi e permettono allo spettatore di immedesimarsi nella scena, al punto di immaginarsi seduto con i protagonisti a bere una birra.

Il regista, attraverso la struttura dei film on the road, non si esime dal soffermarsi con lunghe inquadrature sui paesaggi caratteristici del Messico, sia dell’entroterra sia della costa, e, dove possibile, dando dei flash sulle tradizioni,  sugli usi e sui costumi tipici di quella zona.

CHE COSA NON CI È PIACIUTO

Seppur utile allo svolgimento della trama, il narratore onnisciente risulta di intralcio alla fabula, poiché, intervenendo in terza persona, a volte anche nel mezzo di alcuni dialoghi, spezza il legame tra personaggi e spettatore, riportando quest’ultimo su un piano differente.

CITAZIONE

“Ha 98 anni, e si ricorda tutto da quando ne aveva 5. Immaginati tutto quello che ha vissuto…o tutto quello che una persona non riesce a vivere”.

 

VALUTAZIONE

75\100  

 

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