di Ermes Strippoli

Il redditometro, strumento di controllo fiscale introdotto anni fa per monitorare la coerenza tra reddito dichiarato e spese effettuate dai contribuenti, è stato ufficialmente archiviato. Al suo posto, il governo italiano sta puntando su tecnologie avanzate e metodi di analisi dati più sofisticati per combattere l’evasione fiscale.

Un Addio Necessario

La decisione di eliminare il redditometro è stata presa dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, che ha firmato un atto per bloccare l’entrata in vigore del decreto che lo avrebbe reintrodotto. Questa mossa è stata confermata dalla premier Giorgia Meloni, che ha sottolineato la necessità di ulteriori approfondimenti prima di procedere con qualsiasi strumento di controllo fiscale così invasivo.

L’Obiettivo Rimane Invariato

Nonostante l’abbandono del redditometro, il governo non intende rallentare la sua lotta contro l’evasione fiscale. La strategia ora si concentra sull’uso massiccio di tecnologie come l’intelligenza artificiale (IA) e l’incrocio di banche dati per identificare anomalie e possibili frodi fiscali.

La Nuova Frontiera: L’AI

L’intelligenza artificiale rappresenta una svolta nel campo del controllo fiscale. Attraverso algoritmi avanzati, gli “avatar fiscali” possono analizzare miliardi di transazioni in pochi secondi, identificando con precisione le discrepanze tra i redditi dichiarati e le spese effettuate. Questo metodo non solo è più efficiente, ma riduce anche il rischio di errori umani, offrendo un controllo più accurato e puntuale.

Incroci di Dati

L’incrocio delle banche dati già in possesso dell’amministrazione fiscale è un altro pilastro della nuova strategia. Combinando informazioni provenienti da diverse fonti, è possibile tracciare un quadro più completo e dettagliato delle finanze dei contribuenti. Questo metodo permette di individuare rapidamente le incongruenze e agire di conseguenza.

Sanzioni più Proporzionate

Una parte cruciale di questa nuova strategia è la revisione del regime sanzionatorio. Le sanzioni per dichiarazione infedele sono state ridotte dal 90-180% al 70%. Questo taglio, che ridurrà complessivamente le multe di circa il 10%, è stato pensato per incentivare una maggiore adesione all’accertamento, rendendo le multe più proporzionate e meno punitive.

Per i commercianti, le sanzioni per l’omessa o tardiva trasmissione dei dati giornalieri saranno limitate a 1.000 euro, mentre per l’omessa comunicazione delle minusvalenze la multa massima sarà di 30.000 euro, anziché 50.000.

Una Nuova Visione Fiscale

Il governo punta a un “fisco amico”, che non si limiti a punire ma cerchi anche di collaborare con i contribuenti. A breve partirà un concordato preventivo biennale per i lavoratori autonomi, che permetterà loro di accordarsi con l’amministrazione fiscale su quanto pagare per i due anni successivi, proteggendoli da controlli ulteriori.

 


FOTO: di Freepik

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