Acciaierie d’Italia: Il Governo avvia colloqui per un “Divorzio Consensuale” con ArcelorMittal

di Francesco Scorrano

Dopo la rottura delle trattative con Aditya Mittal, CEO di ArcelorMittal, il governo italiano ha informato i sindacati di un nuovo approccio volto a un “divorzio consensuale” tra ArcelorMittal e Invitalia, soci di maggioranza e minoranza rispettivamente di Acciaierie d’Italia.

L’incontro, tenutosi l’11 gennaio a Palazzo Chigi, ha delineato la strategia del governo di separare i due azionisti, cercando nel contempo un accordo che eviti controversie legali prolungate. La decisione è stata motivata dalla mancanza di disponibilità finanziaria da parte di ArcelorMittal per sostenere Acciaierie d’Italia. Il governo sostiene che ArcelorMittal è disposta a ridurre la sua quota al 34%, ma vuole mantenere una governance condivisa, una richiesta considerata inaccettabile dall’esecutivo.

Il ministro Urso ha chiarito al Senato che la priorità è garantire la continuità produttiva dell’azienda e ha annunciato la formazione di un tavolo presso il Ministero del Lavoro per approfondire gli aspetti legati all’occupazione e alla sicurezza sul lavoro dopo la conclusione delle trattative con ArcelorMittal. Il governo mira a un nuovo corso per Acciaierie d’Italia, imputando all’attuale gestione di non aver rispettato gli impegni e di aver fallito negli obiettivi di produzione di acciaio. Gli obiettivi annunciati non sono stati raggiunti, con una produzione di 3 milioni di tonnellate rispetto ai 4 previsti l’anno scorso.

Le reazioni sindacali sono varie, con alcune fazioni che esprimono soddisfazione per la decisione del governo di assumere la gestione dell’azienda, mentre altre chiedono chiarezza sul percorso industriale futuro

 


FOTO: di tawatchai07 su Freepik

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