Padova si prepara ad accogliere oltre 50 capolavori di Claude Monet, uno degli impressionisti più amati, in una mostra straordinaria che si terrà dal 9 marzo al 4 agosto 2024. Gli organizzatori promettono che questa sarà l’ultima opportunità per gli italiani di ammirare le meraviglie di Monet per diversi anni.

L’esposizione invita il pubblico a immergersi nell’atmosfera magica delle celebri Ninfee e a godere della poesia dei paesaggi londinesi, come il suggestivo dipinto del Parlamento. Riflessi sul Tamigi, quadri preziosi come il Ritratto di Michel Monet con berretto a ponpon, i Glicini e Il treno nella neve saranno solo alcune delle opere selezionate. La mostra presenta alcuni dei dipinti più intimi e personali che Monet scelse di non vendere, preferendo conservarli fino alla sua morte nella sua casa di Giverny. Oggi, questi capolavori sono di proprietà del Musée Marmottan di Parigi, che ospita la più ampia collezione di dipinti di Monet al mondo grazie a una donazione del figlio dell’artista nel 1966.

L’esposizione al Centro Culturale Altinate San Gaetano offrirà un viaggio attraverso l’intera carriera di Monet, mostrando l’evoluzione del suo stile dai primi lavori en plein air e dalle sperimentazioni su piccoli formati fino alle straordinarie visioni naturali e urbane. La mostra toccherà diverse tappe, da Londra a Parigi, da Argenteuil a Pourville, e culminerà con i vibranti dipinti dei fiori nel leggendario giardino di Giverny.

L’evento è promosso dal Comune di Padova con l’organizzazione di Arthemisia, in collaborazione con il Musée Marmottan Monet. La mostra sarà curata da Sylvie Carlier, curatrice generale del museo parigino, insieme alla storica dell’arte Marianne Mathieu e all’assistente curatrice Aurélie Gavoille del Musée Marmottan Monet. Un’occasione unica per imm ergersi nell’arte di Monet e vivere l’emozione di fronte alle sue opere senza tempo.

Fonte

 


FOTO: Claude Monet, Il treno nella neve. La locomotiva, 1875. Olio su tela, 59 x 78 cm. Parigi, Musée Marmottan Monet, Dono Eugène e Victorine Donop de Monchy, 1940 | © Musée Marmottan Monet, Paris

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