Si intitola ‘Il Maestro’ – Cairo Editore il nuovo libro di Melanie Francesca, terzo capitolo della trilogia iniziata con ‘L’Occidentale’, la cui protagonista Anna, una giovane donna che vive tra Dubai e Abu Dhabi, questa volta, complice la pandemia, si sofferma a ragionare sull’annullamento della differenza tra vita reale e virtuale e la trasformazione degli uomini in esseri internettiani.

Un libro che si pone, secondo le intenzioni della scrittrice, come metodo per guarire dall’annullamento.

«Mi riferisco all’annullamento tecnologico – spiega Melanie Francesca – Il libro, guarda al futuro, arriva nel 2080 dove troviamo Anna vecchissima in un mondo distopico, a contemplare generazioni che preferiscono dormire il proprio sonno perpetuo anestetizzati in culle digitali, a sognare realtà virtuali come in un gigantesco videogame. Il Maestro si pone come una guida pratica verso il risveglio interiore. Una chiave per restare umani.»

 Ha sposato un emiratino, ha due figli, vive fra Dubai e Lugano. Come è riuscita a trovare un equilibrio fra due culture, quella occidentale ed orientale, così diverse? Soprattutto nei riguardi della cultura femminile?

«Dubai è all’avanguardia ed è una giostra rutilante in cui ci sono più minigonne che a Milano. Anna (il mio alter ego) è sempre stata estranea a tutto questo. Essere sposata ad un emiratino l’ha resa una locale, con tutte le problematiche del matrimonio interreligioso e interculturale. Ci ho messo tre libri a trovare la forza di tornare a credere in me stessa perché la libertà, come dice il maestro, è un percorso interiore.»

Ha mai avuto difficoltà a portare avanti i suoi progetti.

«Le difficoltà sono solo scalini necessari a portarti in alto, senza difficoltà non sali. La vita è tutta in salita, solo che molti non lo sanno. Basta cambiare prospettiva e imparare a farsi i muscoli e correre con leggerezza in salita. Quando impari a correre in salita senza avere il fiatone ci prendi gusto.»

Ha sempre voluto fare la scrittrice? Quando ha cominciato? Ricorda i suoi inizi?

«In seconda elementare scrissi il mio primo racconto. La maestra lo lesse in classe davanti a tutti. Fu un riconoscimento. Poi alle superiori, la professoressa mi considerò prolissa. Non riuscivo a sintetizzare, ero un fiume. Ora a tagliare ci sono gli editor, ma resto un fiume in piena. Scrivo con estrema facilità, in 5 anni 4 romanzi, tredici in tutto, con una pausa per crescere i miei due figli.  È puro amore per il mio lavoro.»

 

 

IL ROMANZO

Il Maestro chiude la trilogia iniziata con il volume L’Occidentale. Anna, la protagonista del romanzo, vive tra Dubai e Abu Dhabi in un ambiente internazionale privilegiato da dove osserva e racconta il nuovo assetto mondiale che vede l’annullamento della differenza tra vita reale e virtuale e la trasformazione degli uomini in esseri internettiani. E mentre la rete anestetizza la capacità di provare emozioni vere e la mente è sedotta dal bombardamento digitale, l’unico antidoto al languore e all’alienazione di questo mondo contemporaneo sembrano essere gli insegnamenti del Maestro…”.

Vivere nel presente, esercitarsi a non coltivare desideri inutili, conoscere e amare sé stessi per essere a propria volta amati, combattere le ossessioni schiavizzanti dei social…

Anna, alla Dubai avveniristica e irriverente del passato contrappone un presente incerto tra pandemia, lockdown e conflitti. In questo scenario Il Maestro si pone come guida al risveglio interiore facendo della vita il primo campo di battaglia contro la spasmodica e alienante accelerazione tecnologica, e contro la logica che vuole rendere virtuale ogni cosa, trasformando gli uomini in ibridi sempre più distanti dalla loro natura e sempre più affogati in realtà parallele estranianti Il Maestro indica la strada.

Lusso e ricchezza sono il binomio che guida la trilogia di Anna, moglie appariscente, bionda e occidentale da esibire nell’esclusivo mondo internazionale di cui fa parte il marito, un facoltoso businessman emiratino che frequenta personaggi come Bill Gates, Clinton, rockstar, stilisti famosi. Anna però ha velleità di ribelle, riformatrice, giustiziera, combatte l’avanzare del transumanesimo e, in fondo, contesta la stessa società nella quale vive ma sa di dover trovare un equilibrio, e alla fine risolve nell’amore le diversità e le contrapposizioni e alterna in armonia le culture occidentale e medio orientale.

 

BIO

Melanie Francesca è giornalista di costume, scrittrice, artista e personaggio televisivo. Ha pubblicato tredici libri che spaziano dal romanzo alla poesia e hanno avuto madrine di eccezione come Nanda Pivano e Barbara Alberti. Come artista diplomata all’Accademia di Belle Arti a Venezia, Melanie Francesca ha esposto a Parigi, Milano, Mosca e in Medio Oriente. Con l’opera The Box ha partecipato ad Art Dubai nel 2016 sotto il patrocinio del ministro della Cultura degli Emirati Arabi e successivamente nella galleria Cap Contemporary Art Platform. Vive tra Dubai e Lugano.

 

 

«Stavolta l’autrice mi ha fatto una grande sorpresa. Ero abituata alla sua satira amara, intelligente, esilarante sulla donna bionda che combatte una solitaria e impossibile lotta femminista negli Emirati, in L’Occidentale o La donna perfetta e mi sono trovata davanti a una fiaba di bellissima scrittura, delicata e profonda.» Barbara Alberti

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