Nuovi scenari del giornalismo, la trasformazione dei lettori in fruitori dell’informazione, la nuova soggettività dei giornalisti “senza giornali”, ruoli e uso in redazione dell’Intelligenza artificiale (anche generativa) e la necessità di una etica e una deontologia per l’informazione professionale su tutte le piattaforme. Inoltre, le nuove regole internazionali sul digitale nell’Unione Europea: IA ACT, Digital Service Act, EMFA, confronto con le norme negli USA e in Cina. Questo e molto altro nel secondo Rapporto sul giornalismo digitale realizzato dall’omonimo Osservatorio promosso dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Il rapporto è stato presentato alla presenza del presidente del Consiglio Nazionale, Carlo Bartoli e della presidente della Commissione Cultura, Elena Golino, con gli interventi della vicepresidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali,  prof.ssa Ginevra Cerrina Feroni, dell’Avv. Deborah Bianchi, dei giornalisti Andrea Iannuzzi (caporedattore a La Repubblica), Lelio Simi e del coordinatore dell’Osservatorio Antonio Rossano.

Si può salvare il giornalismo? Quali sono le tendenze e le influenze delle nuove tecnologie sul mondo dell’informazione? In quale panorama normativo vanno ad operare questi cambiamenti? Dove e come si informano le persone? Sono queste alcune delle domande su cui è ruotato il dibattito nel corso della presentazione del Report,  svoltasi  martedì 7 maggio, a Roma, presso la sede dell’Ordine nazionale dei giornalisti.

Il Rapporto, coordinato dal giornalista ed esperto di media, Antonio Rossano, quest’anno si focalizza sul “lettore perduto” ovvero sulla frammentazione delle fonti di informazione la cui natura non è sempre di tipo giornalistico, determinando nuovi ambiti e canali attraverso cui l’informazione viene fruita.

(ANSA) –  “Abbiamo la percezione di un panorama che si muove a velocità  incostante, con accelerazioni e rallentamenti – ha detto il presidente dell’Ordine Carlo Bartoli alla presentazione del testo -. Vogliamo trasformare questo rapporto in un patrimonio condiviso per tutti i colleghi, uno strumento prezioso per comprendere i fenomeni in corso ed orientarsi nel vortice delle continue trasformazioni che interessano la nostra professione”.

La presidente della Commissione Cultura dell’Ordine, Elena Golino, ha invece ripercorso l’attività portata avanti dall’organismo, a partire dal bando con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per capire la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle scuole. “Occorre rivolgere la massima attenzione ai ragazzi per comprendere dove vanno”, ha sottolineato.

Il Report, dal titolo ‘Il lettore perduto’, sottolinea il consolidarsi di tre processi già evidenziati nella passata edizione: il crollo delle vendite e della distribuzione, sia per quanto riguarda il giornale di carta, che per il digitale; la “rivoluzione” dell’intelligenza artificiale che in maniera repentina e rapidissima sta modificando lo scenario dell’informazione; il pluralismo dell’informazione che langue, sia a livello globale che locale, a seguito del calo della fiducia dei lettori nei confronti dei media tradizionali e nuovi.

Anche alla luce del nuovo Regolamento europeo sui servizi digitali – come emerge da un’analisi di Ginevra Cerrina Feroni, vice presidente del Garante per la privacy – sono le stesse norme che, consegnando alle grandi piattaforme il compito di essere contemporaneamente soggetto controllato e controllore, annichiliscono la possibilità di un pluralismo effettivo ed efficace.

Sullo sfondo c’è il fenomeno della “News Avoidance”, ovvero la sistematica fuga dalle notizie che sono ormai portatrici solo di eventi drammatici, ma soprattutto quello della perdita di rilevanza del giornalismo. Con la polverizzazione delle fonti di informazione, la nascita dell’economia dei “creators”, nuove fonti si sono candidate ad assumere il ruolo di informatori nel pubblico e sono gli influencer, i siti di marketing che creano contenuti ad hoc per scopi assolutamente diversi da quelli del giornalismo che è e resta uno dei pilastri della democrazia.

Questi siti, queste pagine social, utilizzano i linguaggi più appropriati per comunicare con il pubblico, un format informale e diretto, che adopera l’audiovisivo come contenitore primario per i propri messaggi.   Ed è qui che il giornalismo – si evidenzia nel Report – dovrebbe soffermarsi, individuando, o forse ritrovando, la propria identità in un processo di selezione e presentazione dell’informazione basato su principi etici e deontologici specifici. – (ANSA).

Il progetto dell’Osservatorio è patrocinato da AGCOM e Garante Privacy e si pone l’obiettivo di studiare, analizzare e comprendere gli scenari e le dinamiche strutturali del giornalismo nella sua continua evoluzione e nei suoi profondi cambiamenti.

 

Fonte: https://www.odg.it/giornalismo-digitale-presentato-il-rapporto-2024-dellosservatorio-promosso-dallordine/56753

Il Report 2024 dell’Osservatorio è disponibile su

https://www.odg.it/osservatorio-sul-giornalismo-digitale

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