Debito pubblico: panacea o cessione di sovranità statale all’alta finanza?
di Canio Trione
Abbiamo più volte da queste colonne spiegato che il vantaggio maggiore riveniente dal PNRR lo hanno le banche internazionali che hanno disperato bisogno di collocare gli ingenti capitali liquidi e quindi infruttiferi ottenuti dalla Banca Centrale e rimasti inutilizzati. Naturalmente hanno voluto titoli tripla A e quindi controgarantiti dalla Commissione Europea che è ritenuta da quelle banche più affidabile dei singoli governi nazionali. Ma come mai dopo il periodo Monti in cui la parola principale in politica economica era “rigore” si è passati così rapidamente all’inverso peraltro con parametri ufficiali e obbligatori debito/Pil rimasti invariati? Aumentare indefinitamente il debito è una virtù per i governi nazionali?
Un debito così significativamente elevato e in crescita non sarà mai ripagato; possibile che questi scafati banchieri non lo sappiano? È vero che il debito pubblico di un qualunque stato del mondo non sarà pagato mai ma il creditore qualora rientrasse nella disponibilità di tale capitale che ne farebbe dei soldi? Cercherebbe un altro cui prestarli per racimolare redditività e quindi più che chiedersi se gli stati potranno restituire quei soldi conviene chiedersi se quello stato con il gettito fiscale potrà pagare gli interessi sul debito. Così le banche d’affari internazionali cercheranno di espandere il debito degli stati per appropriarsi di porzioni crescenti del loro gettito fiscale. La contrapposizione debitore/creditore finisce così e il debito può divenire eterno: una alleanza inattaccabile tra politica e finanza contro la gente comune e la economia reale. Quindi stati e banchieri, multinazionali e finanzieri sono d’accordo tacitamente: i debiti non si restituiscono se paghi gli interessi; regola valida per lorsignori ma non per falegnami ed impiegati, fabbri e medici, idraulici e ingegneri (in sintesi: Pmi, famiglie e professioni che non hanno santi in paradiso) che invece devono restituirli fino all’ultima lira.
Questa è la nuova teoria che ha sostituito quella del rigore di Monti che è ancora applicata per quelli che non hanno santi in paradiso. Peraltro i tecnici delle banche d’affari internazionali hanno fatto presente ai loro padroni (a sostegno della nuova teoria) che spendere dentro le varie economie tali somme produce istantaneamente crescita del Pil e quindi maggiore gettito fiscale. La visione è: noi finanzieri incassiamo più interessi da stati con crescente Pil realizzato con i nostri soldi…l’uovo di Colombo. Gli operatori dell’economia reale (contadini e Pmi, famiglie e pescatori) invece continuano a pagare capitale ed interessi come sempre. Probabilmente il nostro Draghi ha partecipato alla gestazione di questa interpretazione del debito pubblico e quindi viene tenuto in grande considerazione dai veri padroni del danaro. Quindi noi, avendo presagito tutto ciò e sempre da queste colonne, da anni abbiamo suggerito di emettere titoli perpetui (cioè senza restituzione della sorte capitale) ma pochi governi l’hanno fatto forse perché non possiedono esperti di questo livello e quindi pur sapendo che il debito non sarà pagato neanche in parte continuano ad emettere titoli stranissimi di ogni genere e di ogni scadenza anche ravvicinata.
Ma tutto questo ruota attorno alle Banche Centrali che possono fare quello che vogliono!!?? Non c’è problema -hanno pensato i mammasantissima della finanza- perché le Banche centrali sono ben controllate ed è loro interesse principale conservare l’esistente equilibrio. Ecco come cambia radicalmente, partendo dall’Italia, la strategia planetaria di tutti quelli che contano. Peraltro l’Italia ufficiale non era quella che senza suggerimenti di Draghi e Monti ha sempre sostenuto le virtù dell’indebitarsi? Tanto da suggerire da sempre un debito europeo? Se sei indebitato altri -interessati alla tua sopravvivenza- verranno al tuo capezzale per aiutarti! Il pezzente non ha i problemi dei ricchi -e quindi è più felice- mentre i ricchi dovranno lavorare per lui. Tutto a posto dunque? Niente affatto. Non si sono ricordati che la spesa pubblica in Italia (e non solo) produce aumenti di Pil più modesti della spesa stessa per via del carico fiscale che porta via fette rilevanti di spesa pubblica; inoltre parte preponderante di quella spesa pubblica determinata dal PNRR non è destinata a spesa produttiva ma a parchi per bambini ed anziani…e altro simile. Inoltre l’accentramento del potere nelle Banche centrali ci espone ad errori (chiamiamoli così) delle stesse che possono essere devastanti di una finanza che, letteralmente, vive nel mondo dei sogni e cioè è distaccata (se non contrapposta) dalla realtà dell’economia reale: basta un nonnulla per distruggere tutto in pochi giorni. Vedremo!
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