Anselm Kiefer riporta alla luce le alchimiste a Palazzo Reale
Dal 7 febbraio, Palazzo Reale di Milano apre le sue sale a Le Alchimiste, il nuovo progetto site specific di Anselm Kiefer, che porta in città un intenso omaggio al sapere femminile, sospeso tra scienza, mito e memoria. L’inaugurazione coincide simbolicamente con l’avvio dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, intrecciando arte e attualità in uno dei luoghi più carichi di storia della città.
Al centro del percorso espositivo, in dialogo con la Sala delle Cariatidi – ancora segnata dalle ferite del bombardamento del 1943 – emergono 38 grandi teleri dedicati a donne alchimiste che hanno attraversato i secoli. Tra queste spiccano Caterina Sforza, figura centrale del Rinascimento e autrice di un manoscritto con centinaia di formule per la salute e la bellezza, Isabella Cortese, enigmatica medica del Cinquecento, e Maria la Giudea, considerata la prima alchimista della tradizione occidentale. Accanto a loro compaiono anche figure meno note ma altrettanto significative come Marie Meudrac, Rebecca Vaughan, Mary Anne Atwood e Anne Marie Ziegler.
Kiefer costruisce un vero e proprio pantheon al femminile, restituendo visibilità a intelligenze a lungo marginalizzate o cancellate, protagoniste della nascita del pensiero scientifico moderno. Donne che cercarono nella natura risposte concrete, sperimentando tra alambicchi e fornaci, spesso più interessate alla cura del corpo e dello spirito che alla ricerca della pietra filosofale, ma costrette per secoli al silenzio, alla clandestinità o alla persecuzione.
Attraverso una pittura materica, densa e fortemente simbolica, l’artista tedesco riporta alla luce storie sepolte, trasformando ogni opera in un atto di resurrezione. I quadri diventano superfici di trasmutazione, dove fuoco, materia e tempo agiscono secondo un processo che richiama il linguaggio stesso dell’alchimia. Seguendo il principio Obscurum per obscurius, ignotum per ignotius, la mostra invita il visitatore a un’esperienza immersiva e iniziatica, sospesa tra distruzione e rigenerazione.
La mostra resterà aperta fino al 27 settembre 2026, offrendo al pubblico milanese e internazionale un’occasione rara per confrontarsi con un capitolo dimenticato della storia del sapere e con una delle riflessioni più potenti e visionarie dell’arte contemporanea.
FOTO: Palazzo Reale, Milano