Cina-Corea del Sud, svolta nei rapporti tra economia e geopolitica
di Francesco Scorrano
Pechino e Seul provano a voltare pagina nei loro rapporti bilaterali, annunciando l’avvio di una nuova fase di cooperazione politica ed economica in un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti e da equilibri sempre più fragili tra alleati. Il segnale è arrivato durante la visita ufficiale di quattro giorni in Cina del presidente sudcoreano Lee Jae Myung, iniziata domenica tra Pechino e Shanghai, la prima di questo livello dal 2019.
Il viaggio ha un forte valore simbolico e politico. Si tratta infatti del secondo incontro tra Lee e il presidente cinese Xi Jinping in poco più di due mesi, dopo il vertice di ottobre, quando Xi aveva effettuato il suo primo viaggio in Corea del Sud dopo undici anni. «Questo vertice è un’opportunità per fare del 2026 il primo anno di un pieno ripristino delle relazioni tra Corea del Sud e Cina», ha dichiarato Lee, ribadendo la volontà di rendere irreversibile il partenariato strategico. Un messaggio che si inserisce anche nel quadro delle tensioni commerciali globali e delle incertezze legate al ritorno di politiche protezionistiche negli Stati Uniti.
Sulla stessa linea Xi Jinping, che ha parlato di una situazione internazionale sempre più caotica e complessa, invitando Pechino e Seul a compiere scelte strategiche corrette. In ambito economico, queste scelte puntano a una maggiore integrazione. Con Lee è arrivata una delegazione di oltre 200 aziende, tra cui Hyundai, Samsung e SK Group. Lunedì sono stati firmati 15 accordi per rafforzare la cooperazione in settori chiave come tecnologia, proprietà intellettuale e trasporti, con il coinvolgimento anche di colossi cinesi come Lenovo e Alibaba. Tra le aree di ulteriore sviluppo, Lee ha indicato intelligenza artificiale e industria culturale, anche se resta aperta la questione delle limitazioni ai contenuti culturali sudcoreani sul mercato cinese.
Il riavvicinamento ha però una forte valenza geopolitica. Il vertice si è svolto mentre si intensifica la crisi diplomatica tra Cina e Giappone, dopo le dichiarazioni della premier nipponica Sanae Takaichi su un possibile sostegno di Tokyo a Taiwan in caso di conflitto nello Stretto. Prima della partenza, Lee aveva definito Xi «un vicino autenticamente affidabile», ribadendo il rispetto della One-China policy da parte di Seul. Xi, dal canto suo, ha ricordato i sacrifici comuni di Cina e Corea nella lotta contro il militarismo giapponese, oltre ottant’anni fa.
Secondo diversi osservatori, tra cui Seok Byoung-hoon della Ewha Womans University di Seul, le parole di Xi lasciano intravedere il tentativo di avvicinare la Corea del Sud alle posizioni di Pechino rispetto a Washington, soprattutto su dossier sensibili come Taiwan e altri temi di politica internazionale. Sullo sfondo resta anche la questione nordcoreana: Lee e Xi hanno sottolineato la necessità di riaprire il dialogo con Pyongyang, mentre Kim Jong Un ha annunciato, in coincidenza con la visita, un test di nuovi missili ipersonici.
Il vertice sino-sudcoreano rappresenta quindi un passaggio delicato, in cui cooperazione economica e calcolo geopolitico si intrecciano, contribuendo a ridisegnare gli equilibri regionali, con possibili ripercussioni ben oltre l’Asia orientale.
FOTO: di Ling Tang su Unsplash