Commercio estero extra UE a Novembre 2025
di Ermes Strippoli
Secondo gli ultimi dati dell’ISTAT, a novembre 2025 il commercio dell’Italia con i paesi extra UE mostra un rallentamento. Le importazioni calano in modo deciso, mentre le esportazioni restano sostanzialmente ferme. In pratica, l’Italia compra molto meno dall’estero, ma fatica anche a vendere di più.
Dietro questo equilibrio fragile c’è una dinamica contrastata: tengono le vendite di beni strumentali e intermedi, legate alla produzione industriale, mentre scendono soprattutto quelle di energia e beni di consumo. Sul fronte degli acquisti dall’estero, la frenata è diffusa e colpisce in modo particolare i beni di consumo non durevoli, segnale di una domanda più debole.
Guardando al trimestre settembre–novembre, l’export cala leggermente e l’import scende ancora di più. Ancora una volta è l’energia a pesare, con riduzioni significative sia nelle vendite sia negli acquisti, mentre i beni intermedi mostrano una maggiore tenuta.
Nel confronto con novembre 2024, il quadro si fa più netto: l’export diminuisce, soprattutto per energia e beni durevoli, ma le importazioni crollano molto di più. Questo porta a un avanzo commerciale in aumento, che supera i 6,9 miliardi di euro, grazie soprattutto al miglioramento del saldo energetico e alla crescita dell’avanzo nei prodotti non energetici.
A livello geografico, calano fortemente le esportazioni verso Turchia, Regno Unito e paesi ASEAN, mentre crescono quelle verso paesi OPEC e Svizzera. Sul lato import, si riducono soprattutto gli acquisti dai paesi OPEC, mentre aumentano quelli da ASEAN, India e MERCOSUR.
In sintesi, i numeri raccontano un commercio estero più prudente: meno scambi, meno energia, consumi deboli, ma anche un saldo commerciale più favorevole. Un equilibrio che protegge i conti, ma segnala un’economia ancora in cerca di slancio.
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