Mercato unico UE: l’Esma e le nuove regole per gli investitori
L’Unione Europea vuole dare una spinta alla finanza e ridurre la frammentazione dei mercati che rallenta la crescita e limita gli investimenti. Per farlo, Bruxelles ha presentato un pacchetto di riforme che ridisegna la vigilanza sui mercati e punta a creare un vero mercato unico dei capitali in Europa.
La commissaria Ue ai Servizi finanziari, Maria Luís Albuquerque, ha sottolineato l’urgenza di agire: senza riforme, l’Europa rischia di restare indietro rispetto a piazze più attrattive come gli Stati Uniti. La proposta centrale prevede di concentrare i poteri di supervisione delle Borse europee nell’Esma, l’Autorità europea degli strumenti finanziari con sede a Parigi, una sorta di Consob continentale. Per l’Italia questo significa spostare sotto Esma la vigilanza prudenziale su Borsa Italiana, lasciando a Consob il controllo su abusi, manipolazioni e sospensioni cautelative.
Albuquerque ha ricordato che l’Europa ha oltre 300 mercati di negoziazione, contro appena 50 negli Stati Uniti, e una capitalizzazione di Borsa pari al 70% del Pil rispetto al 270% oltreoceano. “Questa mancanza di scala soffoca la capacità dell’Europa di finanziare innovazione, crescita e autonomia strategica”, ha avvertito, ribadendo che non agire significherebbe perdere terreno economico e geopolitico.
Il pacchetto di riforme è ambizioso e riguarda 18 regolamenti, coinvolgendo anche Paesi tradizionalmente più riluttanti, come la Germania, e si muove su maggioranza qualificata per superare eventuali resistenze. L’obiettivo è chiaro: accelerare verso un’Unione del Risparmio e degli Investimenti più forte e integrata.
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