Dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, la Galleria d’Arte Moderna ospiterà una grande retrospettiva dedicata all’artista, realizzata in collaborazione con il Musée d’Orsay, dove l’esposizione è in corso fino all’11 gennaio, e con il Museo del Paesaggio di Verbania, custode di una delle collezioni più importanti legate al suo lavoro.

La mostra, curata da Omar Cucciniello, riunirà ottanta opere provenienti da collezioni italiane e internazionali, offrendo un quadro ricco e articolato della carriera di Paolo Troubetzkoy (1866-1938).
Nato sul Lago Maggiore da un principe russo e da una cantante lirica americana, l’artista divenne uno dei ritrattisti più ricercati d’Europa e d’America, capace di conquistare l’élite culturale e mondana del suo tempo.

Troubetzkoy lavorava senza disegno preparatorio, modellando direttamente l’argilla per catturare con immediatezza gesti, posture e personalità dei suoi modelli.
Le sue superfici vibranti, animate dalla luce, lo avvicinano alla sensibilità impressionista, mentre la resa dinamica e a tratti solo suggerita delle figure restituisce una sorprendente naturalezza.
Non a caso, George Bernard Shaw lo definì “lo scultore più sorprendente dei tempi moderni”.

Tra le curiosità biografiche emergono elementi personali che influenzarono profondamente il suo lavoro: tra questi, la scelta del vegetarianismo, condivisa proprio con Shaw e ispirata da Lev Tolstoj, di cui Troubetzkoy realizzò uno dei ritratti più celebri.

La rassegna milanese offrirà dunque uno sguardo approfondito su un autore capace di fondere eleganza, modernità e una profonda attenzione per l’essere umano, raccontando l’atmosfera irripetibile della Belle Époque attraverso l’arte della scultura.

Fonte e ulteriori info

 


FOTO: Galleria d’Arte Moderna di Milano

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