di Canio Trione

Le banche di pomeriggio per il servizio di cassa non ricevono il pubblico. Circostanza poco rilevante -ci fanno credere- e così la si vive subendola silentemente. Forse gli impiegati -che pure si recano al lavoro anche nel pomeriggio- non sono scontenti di questa novità e con essi i loro sindacati in cerca di nuovi “diritti” che giustifichino la loro esistenza; forse anche le banche non hanno molto da eccepire, altrimenti lo avrebbero fatto e avrebbero resistito a tale innovazione; peraltro gli impiegati, sempre meno numerosi, non perdono un minuto del loro orario di lavoro e vengono “utilizzati” diversamente che non alla cassa. Nessun altro parla…forse perché ritengono o vogliono far pensare che si tratta di affar loro: delle banche e dei loro dipendenti.
Ma il cambiamento non è di poca rilevanza: il pomeriggio -per molti che lavorano la mattina- è l’unico momento in cui andare personalmente in banca e questa non è circostanza ignota alle banche; inoltre non può essere casuale che molte banche convergano tutte assieme verso una innovazione del genere: sono d’accordo tra di loro? Come mai? Non c’è concorrenza né competizione nell’ingraziarsi la simpatia della clientela? Oppure può essere forse che si voglia indurre la gente -con gradualità ma fermezza- alla banca “fai da te” che sembra essere nei progetti e negli obiettivi specie delle grandi banche che non vogliono più pagare tanti stipendi ma tenere tutto per se e per i loro dirigenti? Magari eliminando pure il contante la cui gestione è, secondo loro, così costosa? Iniziando proprio con la chiusura pomeridiana proprio guarda caso delle casse? Casse che progressivamente vengono sostituite da macchine; macchine che svolgono anche lavori più impegnativi e financo nell’assumere molte decisioni che andrebbero assunte solo da persone per di più competenti e pensanti. Peraltro questa non è forse una di quelle innovazioni un po’ indigeste che anziché decidere democraticamente con un dibattito pubblico e preventivo, trovano più semplice introdurre prima -magari in sordina- e commentare dopo, un po’ come si fa con le guerre?
Il mondo della codardia in cui viviamo ha questa regola come la maggiore e la maggiormente rispettata: “le cose impopolari prima si fanno e poi si discutono”. E le si fanno facendole passare per minime ed insignificanti. Ma la banca -pur privata- svolge un ruolo sociale come i negozi di vestiario o le bancarelle del mercato o i professionisti di ogni genere, quindi non può esimersi dal garantire il suo servizio non solo attraverso le macchine più o meno fallaci e più o meno intelligenti….ma anche garantire un servizio vero cioè fornito da persone in pelle e ossa!  Inoltre esiste una particolarità importante: sono fortemente concentrate in mega organizzazioni e quindi fanno anche involontariamente cartello. Tutte cose avvolte da un silenzio terribile. Se ad esempio le panetterie chiudessero per una settimana interverrebbe l’esercito per garantire il servizio almeno minimo; come accade in ogni sciopero non si può negare un servizio specie da parte di organizzazioni così grandi e il fatto che la chiusura venga introdotta nel più grande silenzio e solo di pomeriggio e senza clamori significa che stanno introducendo una strategia più grande ed impopolare di cui è meglio non parlarne per non vanificare tutto; un po’ è come se se ne vergognino.
Si inciampa sempre nella tecnologia e nel suo ruolo crescente. Addirittura mi dicono e non voglio crederci che per le imprese che vogliono interloquire con la banca c’è un numero telefonico a pagamento cui risponde una intelligenza artificiale che sarebbe il suo consulente…il suo banchiere. Far credere, infatti, che la tecnologia sia la soluzione di tutto, anche di quelli che non sono problemi e che con essa si possa pervenire ad una sempre maggiore ricchezza e opulenza, senza che questo  costituisca una perenne ipoteca sul futuro dell’ambiente e della stessa umanità e socialità è forse l’origine di ogni male. La competizione come regola sociale ed economica incontestata ed assoluta -al posto della collaborazione- e il suo corollario automatico della crescita quantitativa della ricchezza come scopo della vita, premia le macchine e produce esclusi tra i consumatori ma anche e maggiormente tra i lavoratori.
E le Associazioni dei Consumatori dove sono? Quando non conniventi, sono silenti; come anche le Associazioni delle imprese e dei lavoratori.
Quindi, questa progressiva chiusura degli sportelli bancari è cosa di immensa gravità e il cittadino deve preferire lavorare con le banche fatte di persone in carne ed ossa e cervello e non con bancomat o, ancor peggio di nuove e strane intelligenze, proprio per dare un messaggio chiaro.

Il danaro facile, quello finanziario, ha pervaso tutto e tutti, obnubilando menti e cuori. Quindi il futuro si fa sempre più buio e non si intravvedono spiragli di luce.

 


FOTO: di Dragana_Gordic su Freepik

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