di Francesco Scorrano

Dopo quasi un anno e mezzo di confronti, sospensioni, scioperi e ripartenze, Federmeccanica, Assistal, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm hanno trovato un’intesa per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, scaduto a giugno 2024. L’accordo riguarda oltre un milione e mezzo di lavoratori e introduce un aumento medio di 205,32 euro al mese, suddiviso in quattro tranche.

La prima quota, pari a 27,70 euro, è già entrata in vigore dal 1° giugno 2025. Le successive saranno di 53,17 euro da giugno 2026, 59,58 euro da giugno 2027 e 64,87 euro da giugno 2028. L’aumento complessivo del 9,64% supera il tasso d’inflazione Ipca, anche se distribuito su quattro anni invece che tre. Crescono anche i flexible benefit, che salgono da 200 a 250 euro entro febbraio 2026, raggiungendo nel periodo 2021-2028 un totale di 1.750 euro netti per ogni dipendente.

Oltre alla parte economica, il rinnovo modifica diversi aspetti normativi. L’orario plurisettimanale viene portato a 96 ore annue, con un limite massimo di 128 ore tra straordinari e flessibilità. Per i contratti a termine sarà possibile andare oltre i 12 mesi con causali specifiche; dal 2027 tali causali potranno essere usate solo se l’azienda avrà stabilizzato almeno il 20% dei precedenti contratti. Riguardo allo staff leasing, viene riconosciuto il diritto all’assunzione a tempo indeterminato dopo 48 mesi di missione.

Nel contratto compaiono nuove tutele per chi ha patologie oncologiche o disabilità, una riduzione di 8 ore dell’orario per chi lavora su 21 turni e l’aumento dei permessi collettivi retribuiti, che passano da 40 a 64 ore annue. Rafforzata anche la sicurezza, con 8 ore aggiuntive di formazione per gli Rls, l’obbligo di analisi degli incidenti e la segnalazione dei quasi infortuni. Previsti infine tre giorni retribuiti all’80% per la malattia dei figli fino a 4 anni e un periodo di astensione da uno a due mesi per favorire il ricongiungimento familiare dei lavoratori migranti.

Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm esprimono soddisfazione. I segretari Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella sottolineano la tutela dei salari grazie all’allineamento all’indicatore Ipca-Nei, oltre alla presenza di una clausola di salvaguardia per eventuali impennate inflattive. Viene inoltre avviata una sperimentazione sulla riduzione dell’orario di lavoro, affidata a una commissione dedicata.

Con questo rinnovo, il settore ritrova finalmente un quadro stabile, atteso da tempo, in una fase in cui competitività, produttività e sostenibilità sociale rappresentano sfide cruciali per l’intera filiera metalmeccanica.


FOTO: di Le Trung su Unsplash

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