di Francesco Scorrano

Il commercio al dettaglio italiano continua a perdere pezzi. In dodici anni sono scomparse oltre 140mila attività, tra negozi tradizionali e ambulanti, con effetti particolarmente pesanti nei centri storici e nei piccoli comuni, dove la presenza di esercizi commerciali rappresenta spesso un presidio sociale oltre che economico.

Il quadro, già preoccupante, rischia di peggiorare drasticamente. Secondo uno studio di Confcommercio, senza un piano efficace di rigenerazione urbana e senza interventi mirati a recuperare gli oltre 105mila negozi sfitti — un quarto dei quali vuoti da più di un anno — l’Italia potrebbe perdere altri 114mila esercizi entro il 2035, pari a un negozio su cinque.

La fotografia scattata dall’associazione mostra un sistema in difficoltà: nel 2024 il Paese conta poco più di 534mila imprese del commercio al dettaglio, di cui circa 434mila in sede fissa, quasi 71mila ambulanti e 30mila attività legate a canali alternativi come e-commerce e vendita per corrispondenza.

Confcommercio avverte che senza un’azione coordinata, fatta di incentivi, politiche fiscali mirate e investimenti sul recupero degli spazi urbani, il rischio è quello di assistere a una progressiva desertificazione commerciale, con ricadute economiche e sociali difficilmente reversibili.

 


FOTO: di ActionVance su Unsplash 

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