Roma celebra l’Arte Relazionale
Fino al 1° marzo 2026, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo ospita 1+1. L’arte relazionale si racconta, la prima grande retrospettiva mondiale dedicata all’arte relazionale, movimento che ha rivoluzionato la scena artistica contemporanea a partire dagli anni ’90.
Tra le opere in mostra spicca la performance di Pierre Huyghe, Name Announcer, in cui un annunciatore chiede il nome ai visitatori per poi comunicarlo agli altri presenti, trasformando la semplice visita in un’esperienza condivisa e interattiva.
Il concetto di arte relazionale è stato coniato nel 1995 dal critico francese Nicolas Bourriaud, co-curatore della mostra insieme a Eleonora Farina. Nel suo saggio Esthétique relationnelle (1998), Bourriaud definisce questo approccio come “un insieme di pratiche artistiche che prendono come punto di partenza le relazioni umane e il loro contesto sociale, piuttosto che uno spazio autonomo o privato”.
Il percorso espositivo del MAXXI non si limita a esporre opere, ma le attiva nello spazio, creando un dialogo costante tra pubblico, architettura e creazione artistica, e trasformando la visita in un’esperienza immersiva che celebra trent’anni di innovazione artistica.
FOTO: di maxxi