Di Sandro Soglia

Prince, il folletto di Minneapolis, alto 1,58, ma elevatosi sino al cielo per la sua eccelsa vena artistica.
Prince produce, canta, scrive e suona una musica che pur restando profondamente legata alla tradizione nera fa propri gli elementi del rock, del funky e del pop, creando una miscela urbana elettricamente nervosa che ribadisce costantemente la sua natura nera.
Le sue antenne sono sempre pronte a recepire segnali, suggestioni eispirazioni per rimodellarle e trasformarle in emozioni.
Canzone simbolo di Prince è a mio parere “Kiss”, presente in realtà sul disco precedente “Parade”, il cui video esprime tutta l’essenza della sua arte, con il meraviglioso duetto scenico con la chitarrista Wendy Melvoin.
“Sign o’ the times” è un disco davvero nervoso, completamente guidato dalla drum machine Roland TR-909, con splendidi arrangiamenti ritmicamente molto complessi, come in “Housequake”, “Hot thing”, “U got the look” e “It’s gonna be a beautiful night”.
Sedici canzoni affascinanti e misteriose che confermano il talento compositivo e l’ingenuità quasi infantile di un musicista che si diverte a giocare con le note accostandole quasi per caso.
Sta a noi tentare di scoprirne il segreto…

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